DEPOSITO DEL PREZZO PRESSO IL NOTAIO

11 Settembre 2017

[Avv. Giuseppe Baravaglio, Avv. Daniele Mammani
Consulenti legali FIMAA Italia]

La “legge annuale per il mercato e la concorrenza” 4/8/17 n. 124 ha modificato e integrato l'art. 1, commi 63 e ss. della legge 27/12/13 n. 147 e le norme precedenti modificate, come è noto, non avevano prima d'ora avuto concreta attuazione, non essendo mai stato depositato l’allora previsto decreto attuativo.

La legge del 2013, nel suo testo originario, disponeva che il deposito presso il notaio, del prezzo dovuto in sede di atto di vendita di immobili o aziende, fosse un obbligo per le parti; tale deposito è invece ora divenuto, anziché un obbligo, una facoltà alla quale il notaio è peraltro tenuto ad ottemperare, a richiesta anche di una sola delle parti contraenti.

Detto ciò, vale la pena di osservare come la procedura del deposito appare nella sostanza mutuata dal sistema francese; in Francia infatti da molti anni il corrispettivo delle vendite viene trattenuto dal notaio e svincolato a favore delle parti aventi diritto dopo l'espletamento di tutte le formalità correlate e conseguenti alla vendita. Lo scopo è evidentemente quello di fornire una ulteriore tutela alle parti (ovviamente, in particolare all'acquirente), circa la sicurezza dell'affare, nel senso che la procedura del deposito presso il notaio e su conto vincolato e separato dal suo patrimonio, del prezzo o, comunque, della parte del prezzo dovuta all'atto, costituisce una cautela contro la spiacevolissima e pesantissima ipotesi di scoprire, dopo avere interamente versato il saldo del prezzo sulla base di quanto verificabile al momento dell’atto e soprattutto delle visure in allora eseguite, l'eventuale sopravvenienza di trascrizione o iscrizione, sull'immobile compravenduto, di atti o formalità pregiudizievoli, intervenute nell'arco di tempo intercorrente tra la stipula dell'atto di compravendita e la sua trascrizione nei pubblici registri immobiliari.

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Rif: Circolare agli Associati n. 42 del 11/09/2017

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