La nostra storia

 

L’attività del “sensale“, tanto provvisto di capacità di persuasione quanto sprovvisto di una cultura specifica, che, operando nel contesto del mondo agricolo, intermediava principalmente beni mobili, quali animali e prodotti dell’agricoltura, gradualmente si orientò verso l’attività di intermediazione di beni immobili, a cominciare dalla compravendita di terreni e cascine, sino ad arrivare, nei primi anni cinquanta, ad occuparsi, in modo preponderante, del mercato della civile abitazione esploso nel primo dopoguerra.

Questa evoluzione ebbe a creare, fatalmente, la necessità di un affinamento della formazione culturale specifica, da una parte e, dall’altra, l’esigenza di creare associazioni sindacali di operatori che rappresentassero i legittimi interessi degli stessi nei confronti del pubblico e delle istituzioni.

Nacque così nel 1952, a livello provinciale, un’associazione di mediatori collegata alle Associazioni Commercianti.

Sei anni più tardi, si sentì l’esigenza, a livello governativo, di inquadrare la professione di mediatore con l’emanazione della Legge 21 marzo 1958 n°253 "“Disciplina della professione di mediatore" che riguardava tutte le categorie della mediazione eccezion fatta per gli agenti di cambio ed i mediatori marittimi.

L’Associazione, per lo più formata da mediatori in immobili, ritenendo opportuno focalizzare il proprio operato sulle esigenze degli stessi, decise di occuparsi esclusivamente delle loro problematiche, escludendo, di fatto, le altre categorie.

Nel 1969 si diede il nome di Collegio degli Operatori in Immobili aderente alla FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari).

 

Nel 1974, l’Associazione, dopo aver constatato che l’attività di “agente immobiliare” si discostava in modo radicale dalle altre categorie di mediatori, vuoi per quanto riguarda il “modus operandi” vuoi per quanto riguarda la preparazione, ritenne opportuno costituirsi, a livello provinciale, in forma autonoma, con la denominazione di FIMAI (Federazione Italiana Mediatori Agenti Immobiliari) separandosi dalla FIMAA che riteneva di dover rappresentare, sotto la sua egida, tutti i mediatori di qualsiasi settore merceologico.

Agenti immobiliari singoli e agenzie medie e grandi si riunirono per darsi uno statuto e un codice deontologico da rispettare proponendosi come obbiettivo la crescita professionale degli associati ed un’attiva partecipazione agli organi proposti alla vigilanza sull’esercizio dell’attività professionale degli agenti d’affari in mediazione, (Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato) collaborando con gli stessi a tutti i livelli partecipando, fin da subito, alla "Commissione d’esame” per l’accesso all’attività nonché alla “Commissione Consultiva" per i mediatori, istituite presso la Camera di Commercio, istituendo ed organizzando anche i primi corsi di preparazione per gli aspiranti Agenti Immobiliari, affinché sul mercato si presentassero operatori preparati sul piano della professione e della correttezza.

Sul finire degli anni 80, FIMAI si fece promotrice, anche a livello nazionale, della necessità di un nuovo tipo di mediazione rappresentata dalla nuova figura del mediatore professionale.

Istanze che, in stretta collaborazione con FIMAA Nazionale, conseguirono l’obbiettivo di sensibilizzare il legislatore sulla necessità di riordinare la materia, con il risultato di ottenere, finalmente, con l’entrata in vigore della Legge n.39 del 3 febbraio 1989, del successivo Decreto Ministeriale n. 452 del 21 dicembre 1990 e dell’articolo 18 della Legge n.57 del 5 marzo 2001, un’articolata regolamentazione dell’intermediazione, il cui esercizio presupponeva il possesso di qualificanti requisiti minimi (diploma di scuola secondaria di secondo grado, frequenza di corsi di formazione, superamento di un esame accertante l’attitudine professionale dell’aspirante), di obblighi (iscrizione al Ruolo Mediatori presso le camere di Commercio, possesso di idonea garanzia assicurativa), e divieti (incompatibilità dell’esercizio di attività di mediazione con l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti, privati e pubblici, ad esclusione delle imprese di mediazione e con l’esercizio di attività imprenditoriali e professionali.

In tempi successivi FIMAI, dopo un necessario potenziamento della segreteria, fu in grado di aprirsi anche alle altre forme di mediazione così da poter accogliere mediatori creditizi e merceologici, istituendo gruppi di lavoro appositi.

 

Negli anni tra il 1998 e il 2001 FIMAA ITALIA, forte del lavoro svolto insieme a tutte le realtà territoriali per la crescita qualitativa della categoria e grazie al supporto fornito dal sistema Confcommercio, avviò un processo di unificazione nazionale di tutte le realtà provinciali in un marchio comune ed un unico nome.

E’ così che, aderendo all’invito, l’associazione FIMAI TORINO assunse la nuova denominazione: FIMAA TORINO.

Oggi FIMAA TORINO è un’associazione di categoria autonoma aderente a FIMAA/Confcommercio, che conta oltre 1000 iscritti tra capoluogo e provincia ed è riconosciuta quale sinonimo di serietà, competenza e professionalità. Ha instaurato nel tempo collaborazioni importanti con l’Agenzia del Territorio e l’Agenzia delle Entrate, è presente nelle sedi istituzionali pubbliche di Unioncamere e Regione Piemonte, Provincia, Comune, Camera di Commercio e Politecnico di Torino.

Gli associati alla Federazione, mediatori immobiliari, merceologici e creditizi, sono operatori professionali altamente qualificati che operano in modo chiaro e trasparente nel rispetto di un codice deontologico e hanno come obiettivi primari la qualità del servizio e la tutela del consumatore.

Per questo, e per essere sempre al passo con la continua evoluzione del mercato, FIMAA TORINO mette a disposizione dei suoi Associati numerosi servizi ed un costante aggiornamento professionale.

Cultura d’impresa, trasparenza del mercato e lotta all’abusivismo sono gli obiettivi quotidiani di FIMAA TORINO e dei suoi associati.